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In Giappone Microsoft sperimenta la settimana lavorativa di 4 giorni
Post by: Mv service
31/01/2020 16:15

Lavorare un giorno in meno a settimana – ha scoperto il colosso di Redmond – aumenta la produttività del 40 per cento e incontra la felicità dei dipendenti

(foto: Getty Images)

Durante il mese di agosto, Microsoft Giappone ha sperimentato una settimana lavorativa breve – dal lunedì al venerdì – ottenendo dei risultati eccezionali. Infatti, secondo quanto emerge dal test, la produttività è aumentata del 40 per cento e la soddisfazione del personale ha addirittura toccato il 92. La proposta si colloca nell’ambito della Work Life Choice Challenge, ovvero un progetto promosso dal colosso per incentivare un sano equilibrio fra lavoro e vita privata.

La scorsa estate, i 2300 dipendenti della sede di Tokyo hanno così beneficiato del venerdì libero e pagato, avendo a disposizione un lungo weekend. Dall’analisi dei dati emerge una generale ottimizzazione del tempo in ufficio e un maggiore benessere del personale. Microsoft ha infatti misurato, in termine di vendite per dipendente, i risultati del 2019 rispetto a quelli dello stesso mese del 2018, riscontrando un aumento del 39,9 percento in produttività. Lavorare un giorno in meno ha reso i dipendenti più felici e, quindi, più produttivi nei quattro giorni effettivi.

Non solo: Microsoft ha certificato un calo dei costi aziendali, considerando ad esempio una diminuzione del 23,1 per cento di energia elettrica utilizzata e un utilizzo della carta per stampare documenti ridotto del 58,7 per cento durante tutto l’arco del mese. Un riscontro estremamente positivo, salutato con uno slogan dal Ceo giapponese del colosso, Takuya Hirano: “Lavorare di meno, riposare bene e imparare di più”. L’obiettivo – ha dichiarato – era quello di vedere come i dipendenti possano ottenere gli stessi risultati, se non addirittura implementarli, con il 20 per cento in meno di orario lavorativo.

Un antidoto per il karoshi

Il feedback positivo di Microsoft in Giappone è una vera novità, considerato che il paese percepisce in maniera intensa l’impatto – e il conseguente stress – del superlavoro. Secondo uno studio del governo giapponese di tre anni fa, quasi un quarto delle aziende giapponesi richiede ai dipendenti di effettuare più di 80 ore di lavoro straordinario al mese. Non a caso esiste il termine karoshi, che significa morte per troppo lavoro. In Giappone sono infatti stati certificati vari decessi dovuti a attacchi cardiaci e stress, correlati appunto ad un’intensa attività lavorativa. Ecco che Microsoft vorrebbe aprire una breccia e vaglia l’ipotesi di riproporre il progetto pilota anche il prossimo inverno, nell’ottica di incoraggiare un lavoro sempre più flessibile.

Altre esperienze

L’esperimento, dimostrando che lavorare di meno non significa fare di meno, ma di fatto equivale a ottimizzare il tempo, risparmiare e avere un maggior equilibrio fra vita privata e vita professionale. Ma non è la prima volta che il week-end lungo viene sperimentato nel mondo aziendale. Nel 2018 in Nuova Zelanda un’azienda di 240 dipendenti l’ha adottato due mesi con una riduzione dello stress lavorativo del 7 per cento. Anche un sondaggio condotto su 1500 lavoratori e 600 manager delle risorse umane della società di consulenza Robert Half ha rilevato che il 66 per cento dei lavoratori vorrebbe lavorare meno di cinque giorni a settimana. Altri studi portano allo stesso risultato anche in termini di riduzione delle ore giornaliere, pur mantenendo invariata la settimana lunga.


Fonte: WIRED.it