NEWS

Il nuovo campus cinese di Huawei che riproduce le città europee
Post by: Mv service
24/07/2020 16:15

Il gigante tecnologico cinese ha inaugurato un nuovo campus, che si ispira alla bellezza delle nostre città: da Bologna a Oxford, passando per Verona

Shenzhen (Cina) – Guarda all’Europa il nuovo campus che Huawei ha inaugurato qualche mese fa a Dongguan, non lontano da Shenzhen, la città-fabbrica dove ogni giorno spunta dal terreno un nuovo, immaginifico grattacielo. Ma, e questa è la vera novità, il paesaggio stavolta non ha nulla di hi-tech: per il distretto dove si studiano e sperimentano le tecnologie di domani, Huawei ha scelto di mettere da parte lo sviluppo verticale e ispirarsi alla “vecchia” Europa.

Ogni area è modellata sull’urbanistica di città come Bruges, Friburgo, Oxford, Bologna, Verona, Krumlov, Heidelberg, Grenada, la zona di Windermere, la regione del Burgundy, il Lussemburgo. In tutto sono 108 edifici, suddivisi in 12 blocchi che si susseguono come stazioni di una ferrovia immaginaria, con tanto di trenino elettrico ispirato al celebre Bernina svizzero, e offrono a 25mila ricercatori riferimenti purissimi alla grande bellezza europea, per riportarla in vita senza offenderla con riproduzioni posticce. Persino l’area dedicata a Parigi predilige come spunto la Cité internationale Universitarie, risparmiandosi l’ennesima Torre Eiffel.

La scelta dei simboli più che iconica è dotta, come Bologna, scelta come rappresentanza del nostro Rinascimento, ma anche sede di un’università antichissima, e come la coltissima Oxford. Quasi a voler dar ragione chi dice che paesaggio e capacità creative sono strettamente correlati.

I lavori del campus, che prende il nome di Xi Liu Bei Po (pendio sottovento) o Ox Horn (corno di bue), per via della conformazione dell’area, sono cominciati nel 2014 e non sono ancora finiti, quasi fossero il corollario del boom tecnologico che ha visto protagonista Huawei in questi ultimi anni. Mancano ancora alcuni quartieri e quando sarà terminato Ox Horn occuperà un’area di 1,4 milioni di metri quadri. Non ospiterà alcuna fabbrica alveare. Ma solo uffici e quelli che un tempo si sarebbe detto “pensatoi”. Il campus è stato infatti immaginato per essere il nuovo centro strategico del R&D (research and development, ovvero ricerca e sviluppo) del gruppo. Non l’unico: Ne esiste un altro a Shanghai, nel nord, e altri più piccoli sparsi per tutto il paese. Ed è forse questa la cosa che più impressiona di Huawei: dei 180 mila dipendenti che ci lavorano, il 45%, cioè circa la metà, operano nell’area della ricerca. Pensano. Inventano. Sviluppano. E forse per questo il gigante cinese fa un po’ paura al di là dell’oceano.


Fonte: WIRED.it