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Proposta una legge sul porno online per pagare il muro di Trump con il Messico
Post by: Mv service
30/07/2020 16:15

Una deputata repubblicana dell'Arizona ha scritto una legge per applicare una tassa di 20 dollari ai dispositivi da cui ci si collega ai siti porno. Obiettivo: pagare il muro con il Messico

(Foto: Al Drago/Bloomberg/Getty Images)

Una deputata del Partito repubblicano dell’Arizona ha presentato una proposta di legge per tassare il porno online al fine di finanziare il muro voluto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Come racconta Motherboard l’ottantaquattrenne Gail Griffin ha proposto una bozza denominata Legge sulla prevenzione dello sfruttamento dei minori e sul traffico di esseri umani, che imporrebbe una tassa una tantum di 20 dollari per ogni dispositivo con il quale si vuole accedere alla pornografia in internet.

Questa legge obbligherebbe tutti i distributori di dispositivi con accesso a internet a preinstallare su di essi un blocco dei contenuti definiti osceni. Per rimuovere tale contenuto l’utente, maggiorenne, sarebbe costretto a pagare 20 dollari per ogni dispositivo a cui vuole levare il blocco.

Il disegno di legge specifica bene che “Per “materiale osceno” si intende il contenuto che: l’individuo medio che applica gli standard della comunità contemporanea, se considerato o considerato nel suo insieme, trovi allettante per il suo pruriginoso interesse. Descrive o raffigura l’attività sessuale in modo palesemente offensivo con rappresentazioni audio o visive. Se considerato nel suo insieme, manca di un serio valore letterario, artistico, politico o scientifico.

I soldi raccolti tramite questa tassa saranno destinati al John McCain Human Trafficking and Child Exploitation Fund e impiegati per la costruzione del muro al confine con il Messico.

L’aggiramento del blocco dei contenuti per adulti, da parte di un utente, sarà considerato un reato punibile con fino a sei mesi di reclusione, tra anni di libertà vigilata e una multa di 2500 dollari. Se invece sarà il produttore a non impostare il blocco sui dispositivi, il procuratore o un qualsiasi cittadino potrà presentare una causa civile contro di esso chiedendo fino a 500 dollari di risarcimento oltre alle spese legali. La legge ha scatenato un dibattito negli Stati Uniti, sia sulla definizione di osceno, sia sull’uso dei fondi raccolti.


Fonte: WIRED.it