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In Cina si insegnerà l’intelligenza artificiale a scuola
Post by: Mv service
04/08/2020 16:15

Nel 2019 in Cina i ragazzi tra gli undici e i diciotto anni inizieranno a studiare tutto ciò che concerne machine learning e algoritmi

Scuola media in Cina (Photo by VCG/VCG via Getty Images)

Nel 2019, per il calendario lunare dell’ex Celeste impero anno del maiale, in Cina gli studenti tra gli undici e i diciotto anni inizieranno a studiare algoritmi, machine learning e in generale tutto ciò che concerne l’intelligenza artificiale (Ai) e le sue possibili applicazioni.

L’annuncio
Dopo che Xi Jinping, il presidente della Repubblica popolare, ha fatto esplicito riferimento all’Ai in un gruppo di lavoro a margine del summit del comitato centrale del partito – come riportato da Simone Pieranni sul Manifesto – è arrivata anche in Occidente la notizia che, da quest’anno, in Cina l’intelligenza artificiale sarà inserita nei programmi scolastici delle scuole di primo e secondo grado. Quelle che corrispondono alle nostre scuole medie, ai licei e agli istituti professionali.

L’Ai nelle scuole
L’intelligenza artificiale è entrata già da tempo dentro le mura degli istituti cinesi ma, finora, non per essere studiata dagli alunni. È stata ampiamente utilizzata, per esempio, per fare dei test sul comportamento di insegnanti e studenti che potessero aiutare il governo cinese nel suo ambiziose progetto di ridefinire l’educazione del ventunesimo secolo.

Un software segnala chi si distrae in classe
Se in Occidente l’uso della tecnologia per il riconoscimento facciale è materia controversa e bersaglio di critiche, in Cina non esiste una vera e propria legge sulla privacy. In una scuola di Hangzhou, nella Cina orientale, è già in uso un software chiamato Smart classroom behavior management system che permette di controllare il livello di attenzione degli studenti, e impiega solo pochi secondo a fare l’appello, funzione nel quale ha sostituito gli insegnanti.
Il software – sviluppato dalla società Hikvision Digital Technology – che conosce i volti di ogni componente della classe e sa abbinarli ad un nome, è capace di esaminare le smorfie e il linguaggio non verbale, e di riconoscere sentimenti come noia, paura, rabbia e confusione, facendo subito comparire una notifica sul dispositivo del docente.


Fonte: WIRED.it