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Su Spotify ora puoi bloccare gli artisti indesiderati
Post by: Mv service
09/08/2020 16:15

La prossima funzionalità di Spotify permetterà di schermare le opere dei musicisti sgraditi, intanto arriva una modalità auto per Android

(Foto: Thurott.com)

Su ogni social network che si rispetti è possibile ormai da anni bloccare i contatti più fastidiosi: il tempo in fondo è una risorsa preziosa, e sprecarlo facendo lo slalom tra contenuti snervanti o lontani dai propri gusti non è il massimo. Ebbene sembra che il servizio di streaming online Spotify stia per fare propria la lezione di Facebook, Instagram e compagnia: secondo quanto riporta Thurrot, la piattaforma sarebbe infatti sul punto di introdurre la possibilità di bloccare completamente un artista dalla riproduzione all’interno dell’app.

Il funzionamento ricorda esattamente quello degli utenti bloccati su un qualunque social, con la differenza che gli individui che non saranno più in grado di far sentire la propria voce sono cantanti e musicisti, e i contenuti bloccati sono le loro opere. I pezzi degli artisti — descrive il sito — smetteranno di finire nelle rotazioni automatiche curate dalla piattaforma (anche se il loro genere coincide esattamente con quello richiesto) e non si potranno riprodurre neppure manualmente; l’unica eccezione è rappresentata dalle collaborazioni con altri musicisti, che rimangono escluse dal blocco.

La funzione pare essere ancora in fase di prova presso un ristretto numero di utenti selezionati casualmente, e al momento viene visualizzata solo sulle versioni per iOS dell’app. Considerato l’interesse attorno alla novità però è molto probabile che il rilascio avverrà anche per le versioni Android, web e desktop non appena Spotify deciderà di porre termine alla fase di prova; gli utenti Android nel frattempo possono distrarsi con l’arrivo di una modalità dell’app dedicata all’utilizzo in auto, lanciata proprio in questi giorni, dotata di controlli di grandi dimensioni che facilitano l’utilizzo mentre il telefono è fissato al cruscotto.

(Foto: Spotify)

Fonte: WIRED.it