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Smart speaker sempre in ascolto? C’è la soluzione
Post by: Mv service
09/09/2020 16:15

Project Alias assorda gli smart speaker con un segnale di disturbo che si interrompe solo quando sente la parola chiave scelta. Così la tua privacy è salva

(Foto: Bjørn Karmann)

Nei prossimi mesi e anni gli smart speaker sono destinati a invadere le case di un pubblico sempre più vasto, ma è comprensibile che non tutti siano tranquilli all’idea di infilarsi in salotto un dispositivo zeppo di microfoni sempre in ascolto solo per fargli accendere le luci della stanza e riprodurre la musica. La soluzione potrebbe arrivare da gadget come Project Alias, un accessorio che promette di fare da intermediario tra gli altoparlanti e il proprietario, impedendo ai dispositivi di rimanere costantemente in ascolto.

Project Alias from Bjørn Karmann on Vimeo.

L’aggeggio è il risultato di un progetto del designer Bjørn Karmann, ed è basato su una scheda Raspberry Pi e su una scocca stampata in 3D che ospita altoparlanti e microfoni. Il dispositivo si posiziona addosso all’altoparlante smart di casa (che si tratti di Google Home o di Amazon Echo poco importa) e riproduce un rumore bianco costante e a basso volume, impercettibile per chi è nella stanza ma proiettato dritto addosso ai microfoni dei gadget. In questo modo gli smart speaker non possono ascoltare nulla di ciò che avviene loro attorno, ma restano ugualmente utilizzabili.

Il riconoscimento vocale è affidato infatti allo stesso Project Alias, che quando sente la parola di attivazione (scelta a piacimento) interrompe il rumore riprodotto e riproduce il comando necessario all’assistente digitale, che in questo modo si mette in funzione e può ascoltare i comandi in arrivo dal proprietario. Una volta terminata l’interazione, Project Alias torna a disturbare l’ascolto degli altoparlanti.

(Foto: Bjørn Karmann)

In realtà sia Google che Amazon insistono molto sul fatto che i loro gadget non registrano costantemente quel che avviene nei dintorni ma si limitano a prestare attenzione per la parola chiave, la quale a sua volta attiva la registrazione e l’elaborazione in cloud del parlato. La soluzione messa a disposizione da Project Alias però è del tutto trasparente: il gadget non integra neppure le componenti per connettersi alla Rete e il codice sorgente del dispositivo è pubblico e analizzabile da chiunque, il che lo rende una manna per i più sospettosi.

Project Alias è gratuito: il software e le istruzioni per la stampa della scocca e per l’assemblaggio sono tutti disponibili online, e gli unici costi da sostenere sono quelli della scheda e delle componenti. Il problema dell’aggeggio è solo il look: Project Alias ha intenzionalmente l’aspetto di un fungo parassita ed è alimentato tramite un cavo che finisce col penzolare giù dallo smart speaker infestato. Non proprio il massimo dell’eleganza, per un prodotto che però — in una forma o nell’altra — può sicuramente avere un futuro.


Fonte: WIRED.it