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Qualcomm vs Intel, la lotta è per il pc portatile del futuro
Post by: Mv service
13/09/2020 16:15

La casa di Santa Clara arriva dopo ma è in vantaggio: approccio più aperto, maggiore esperienza per gestire i carichi di lavoro Windows e un progetto ambizioso . Ma attenti al colpo di coda di Snapdragon

Intel alla riscossa. Con Project Athena, che si è intravisto al Ces di Las Vegas appena concluso, la casa di Santa Clara gioca la carta del “portatile avanzato”: 5G, intelligenza artificiale, batteria che dura giorni. In pratica, Ultrabook Parte Seconda. Assieme alla maggior parte dei produttori di computer portatili e di componentistica (da Acer ed Asus a Google, Dell, Hp, Lenovo, ma anche Samsung, Xiaomi, Huawei, Pegatron e Quanta) la casa di Santa Clara decide di provare a giocare una nuova strategia per una nuova categoria di portatili avanzati. Design sempre più sottile e leggero, SSD sempre più veloci, batteria che dura sempre di più. Soprattutto, sempre connessi e sempre disponibili.

Se sembra di aver già sentito queste cose, è perché si tratta esattamente – più o meno – della strategia che a dicembre Qualcomm ha svelato con la sua ultima generazione di processori Snapdragon dedicati a Windows. E Microsoft in maniera salomonica divide il suo sistema operativo tra le due piattaforme: x86 ma anche Arm, cioè Snapdragon nella versione 8cx.

A questo punto la domanda pare ovvia: su chi investire? Chi sarà in grado di portare vera e duratura innovazione nel settore? Qualcomm parte da sfidante con la grande spinta di una azienda che da un decennio sta innovando pesantemente nel settore della telefonia mobile. Fortissima competizione, design customizzato sopra gli standard progettati dalla britannica Arm, per ottenere prestazioni enormi su telefonini minuscoli. L’idea, dicono quelli di Qualcomm, è che il computer dell’immediato futuro somiglierà moltissimo a un telefonino. Always on, always connected. 5G integrato. Windows come sistema operativo.

Intel “Lakefield.” (Credit: Intel Corporation)

L’idea è bella ma limitata. Su Arm Windows gira bene ma solo con le applicazioni che sono state compilate ad hoc. Si perde parte del nuovo e si perde praticamente tutto il passato, giochi e applicazioni mission critical di qualche anno fa che non sono state convertite. E poi Arm è ottimizzato per dare potenza a un apparecchio che sostanzialmente fa poche cose per volta, cioè un telefonino. Un pc è tutta un’altra bestia, capace di far partire in parallelo decine e decine di processi, di aggiornare il sistema operativo, le applicazioni, stabilire connessioni, spostare dati. Senza contare che gli utenti non usano Windows in modalità ChromeOS: una sola applicazione alla volta. Invece, aprono decine di applicazioni e finestre, schede del bser, giochi e servizi. Finire la memoria è un gioco da ragazzi. E la batteria idem, perché all’aumentare della richiesta di prestazioni i chip super-risparmiosi accelerano all’inverosimile e si bevono la batteria alla velocità della luce.

Qual è la differenza con Intel? La casa di Santa Clara ha dato una roadmap ai suoi clienti spiegando che Project Athena comincia a essere disponibile a partire dalla seconda metà del 2019. Sia per Windows che per ChromeOS. Si basa su Ice Lake con lavorazione a 10 nanometri, Thunderbolt 3, WiFi6 e grafica Gen 11. Ice Lake è basato su Sunny Cove Architecture e porta con sé una serie di definizioni tecnologiche note (x86) che vengono costantemente rifinite e ripulite ma che nascono per reggere carichi di lavoro nativamente multitasking.

Project Athena è nato soprattutto per i processori serie U e Y (a basso consumo) e si basa su un approccio collettivo, con la collaborazione anche di altri partner, che hanno stabilito una serie di criteri comuni. Ad esempio, le dimensioni degli ultrabook: il limite sarà di almeno 15mm. Niente computer da 9mm perché non permettono di avere abbastanza spazio per batterie appropriate.

Le caratteristiche della nuova generazione di computer saranno: lunga durata della batteria, risveglio istantaneo (come i telefoni), risposta e performance di alto livello, intelligenza artificiale per alleggerire il lavoro della Cpu e ovviamente una batteria che dura per ore e ore. Giorni forse, anche se bisogna capire quali metriche verranno utilizzate sul campo da Intel e da Qualcomm e come compararle.

Il piano di Intel, che ha una relazione di lungo corso con moltissimi produttori, è quello di rivoluzionare sia la connessione (5G-4G lte e Wi-Fi 6) ma anche di servire computer con fattore di forma sempre più ottimizzato, bordi ridotti al minimo, schermi oled, ridurre peso (mai più di 1,36 Kg) e ottimizzare il raffreddamento passivo. Nel telescopio che inquadra il futuro c’è anche lo schermo pieghevole, ovviamente. Ma più prosaicamente, la Usb-C per ricarica e almeno uno spinotto abilitato come porta Thunderbolt 3.

In più, ci sarà una integrazione molto più morbida con una serie di apparecchi e servizi: dalla casa intelligente ai servizi automotive e dello smart office, fino all’integrazione con il telefono cellulare, che è previsto avvenire grazie a una serie di tecnologie radio presenti nel silicio dei chip Intel.


Fonte: WIRED.it