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Nike Adapt BB: la scarpa autoallacciante che si comanda con lo smartphone
Post by: Mv service
22/09/2020 16:15

A New York è stata presentata la nuova Nike Adapt BB, la scarpa smart da basket autoallacciante. Ecco com'è

New York – Adesso possiamo veramente iniziare a parlare di smart shoes, ossia di scarpe intelligenti. Nike ha presentato nel suo quartier generale di New York – una struttura modernissima con 13,6mila metri quadrati disposti su più piani – un modello che spinge il mondo delle sneaker nell’innovazione tecnologica più estrema: la prima scarpa smart. In questo caso le Nike Adapt BB sono nate seguendo i bisogni dei giocatori di basket: torsioni, cambi repentini di direzione, assorbimento dell’impatto dopo il salto e molto altro. Nike è da molti anni al lavoro per perfezionare l’idea nata solo per un film, Ritorno al Futuro 2, dove il protagonista Marty McFly indossava un paio di Nike autoallaccianti. Ed è questo il cuore del progetto, mentre la forma negli anni si è evoluta e oggi ha raggiunto un livello stilistico contemporaneo.

E parlando di basket non poteva mancare uno dei protagonisti dell’Nba, Jason Tatun, ala piccola dei Boston Celtics che ha raccontato la sua esperienza con le nuove Adapt BB: “Essere uno dei primi atleti a indossare la scarpa e essere scelto come rappresentante del futuro del basket Nike significa molto. Che l’app consenta di mettere la scarpa e toccare il pulsante, cambiare i colori, vedere la percentuale sulla batteria… è semplicemente fantastico”.

Già nell’Hyper Adapt del 2016 c’era la possibilità tramite due bottoni di stringere e allargare i lacci, ma Nike ha fatto il salto in avanti con un modello adatto a chi fa sport – ma non necessariamente limitato al quell’ambito – e ha collegato a questo un’applicazione con cui comandare la scarpa e decidere da smartphone il livello di allacciatura automatica delle due singole scarpe con il sistema FitAdapt. Stringere o allargare i lacci toccando semplicemente lo schermo del proprio smartphone è un punto di non ritorno per i wearable.

Michael Martin (Vp of Digital Product) ci ha spiegato quanto può essere facile e difficile allo stesso tempo entrare nelle abitudini dei consumatori con una smart shoe: “È facile perché Nike è leader del proprio settore e lavorare con questo team è un grande piacere. È difficile perché affrontare un nuovo terreno che non era mai stato calpestato prima è una grande sfida. Una piattaforma digitale con cui l’utente interagisce e che ci ricorda quando ricaricarle, per esempio. Creare una nuova abitudine nel consumatore è la più grande sfida e siamo contenti come sia andata”.

Le possibilità di crescita della scarpa in ambito innovativo sono ampie, perché come avviene per le app, anche questa verrà aggiornata e saranno aggiunte funzionalità oltre a quelle già presenti che permettono di cambiare colore delle luci, gestire il rilascio contemporaneo delle stringhe, salvare vari profili per attività diverse e successivamente si arriverà sicuramente al trattamento di alcuni dati molto utili sull’utilizzo della scarpa.

Nel basket e negli altri sport, il piede dopo alcuni minuti di gioco tende ad allargare il proprio volume e la scarpa che prima si pensava perfetta, inizia a stringere più del dovuto non permettendo un’adeguata circolazione sanguigna. Questa è nella storia di Nike la scarpa che è stata più testata in assoluto di sempre. Per esempio 2.900 cicli continui di allacciatura, 40mila pressioni dei tasti, 5mila cicli di flessione e molto ancora.

Eric Avar (Vp creative director) ci ha raccontato come i riscontri degli atleti e la relativa analisi dei dati siano stati importanti per lo sviluppo e la fase creativa: “L’apporto dei feedback degli atleti nello sviluppo creativo è stato fondamentale negli ultimi tre anni di test fatti a tutti i livelli. Tutti i big data raccolti sono stati preziosi e il Nike Research Lab ci ha aiutato a interpretarli e sfruttarli nel miglior modo possibile in ogni fase del processo creativo”.

Ultimo dato, ma non per importanza, da febbraio sarà disponibile a un prezzo di circa 307 euro, contro la valutazione della Hyper Adapt che passava dai 500 a 1700 euro in base al modello e alle piccole quantità prodotte. Dopo orologi, case, maglie, lavatrici, frigoriferi e portachiavi la parola smart trova una nuova posizione impossessandosi di uno degli ultimi baluardi come la scarpa: le smart shoes esistono per davvero, adesso.

 

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Ecco la Nike Adapt BB con la piattaforma per il caricamento e lo smartphone configurato con l’applicazione per gestire l’allaccio automatico. #nikeadapt

Un post condiviso da Wired Italia (@wireditalia) in data: Gen 15, 2019 at 8:39 PST


Fonte: WIRED.it