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Su Fortnite si ricicla denaro sporco
Post by: Mv service
06/10/2020 16:15

Alcuni individui investono sulla valuta digitale del gioco per rivenderla a prezzi scontati, rendendo impossibile da tracciare il denaro utilizzato per l'acquisto originale

(Foto: Epic Games)

Con tutto il successo che sta avendo Fortnite era inevitabile che sul gioco online di Epic Games si concentrassero le attenzioni di persone poco oneste e in alcuni casi veri e propri criminali. Il caso più grave l’ha raccontato in queste ore l’Independent, in un’inchiesta che rivela come sui server del gioco avvengano operazioni di vero e proprio riciclaggio di denaro sfruttando il dark web e il meccanismo dei V-Buck, la valuta virtuale che in Fortnite consente di acquistare qualunque tipo di oggetto extra.

Il sistema impiegato non è neanche complesso. Stando alle rilevazioni del sito, nella prima fase questi soggetti utilizzano carte di credito rubate per acquistare legittimamente e a prezzo pieno i V-Buck dal sito dello sviluppatore Epic o da quelli dei rivenditori legittimamente autorizzati a farlo; i V-Buck acquistati vengono poi rivenduti a prezzo scontato nel dark web, dove i giocatori disposti a ottenere la valuta virtuale a prezzi relativamente bassi non mancano. In questo modo i criminali intascano l’intera somma spesa in V-Buck con le carte di credito rubate, rimettendoci solo la percentuale di sconto praticata ai compratori.

Due i motori del fenomeno, il primo dei quali è sicuramente il numero spropositato di persone che si sfida sulla piattaforma. Considerato che Fortnite conta più di 200 milioni di giocatori, è inevitabile che una anche piccola percentuale di quelli disposti a comprare V-Buck sul dark web costituisca un’opportunità di guadagno ghiotta per chi voglia approfittarne. Il secondo — denuncia l’azienda di sicurezza che ha collaborato con l’Independent sull’inchiesta — è la mancanza di controlli da parte di Epic, che potrebbe tentare di rendere più difficoltoso questo genere di attività monitornado i trasferimenti più ingenti o identificando i giocatori con un quantitativo spropositato di V-Buck a disposizione, fino a condividere i dati più allarmanti con le forze dell’ordine.


Fonte: WIRED.it